I think we should watch out, and follow it.
La canzone ripeteva parole del genere.
Erano quasi le sei del mattino e Chris, reduce da una notte insonne e totalmente infruttuosa, aveva appena ingurgitato il suo ultimo sorso di latte freddo.
Paese a dir poco deserto, il suo cervello. Stanza polverosa, qualcosa di simile ad un cuore, lo strano oggetto che pulsava nel petto. Pigramente, senza alcuna fretta. Per quale motivo poi?
Alla tv le solite interviste. A quell’ora chi avrebbe potuto mai essere interessato a delle interviste? Solo un insonne pazzo, patetico e fallito appassionato di politica. E lui, naturalmente, non lo era.
Aveva i nervi ben tesi, gli dava fastidio tutto. Quel momento non gli ricordava assolutamente niente, nessun collegamento con qualsiasi altra situazione. Quindi, da vegetale, guardava nel vuoto, più o meno con lo sguardo diretto verso la parete di fronte.
Era bello assaporare quei momenti di raro silenzio, nonostante fossero interrotti spesso da suoni sgradevoli. Ma, forse, non aveva nemmeno la capacità di distinguerle, le cose gradevoli dalle sgradevoli.
Troppo nervosismo nelle vene. E il sangue non può far altro che continuare a pulsare, fin quando gli va a genio.
Avrebbe voluto suonare, ma dove? Dormivano tutti, non sarebbe stato corretto.
Riempì un altro bicchiere di latte, vuotando il cartone.
L’odore del latte lo sedava. Chissà perché, sapeva di tenero.
Lei lo beveva sempre, appena sveglia; una tazza enorme di latte, freddo e assolutamente senza zucchero, miele, cacao o caffè. “Il latte deve sapere di latte”. Come darle torto?
Rispecchiava in ogni occasione la sua personalità. Era semplice, pura. Non aveva bisogno di sorprendere o infastidire per farsi notare. Ma allora perché gli martellava in testa così insistentemente?
é FACiLe, SAi
aVERTi
SE chiUdo i Miei BeGLi occHieTTi SpEnti
CERCO SU DI ME
LA TUA PELLE
CHE NON C’È
poi ti entro in fondo dentro
Lo sai
Soltanto per capire chi sei
FoRSe Sei Un CoNGEGNo cHE
Si spEgne Da Sé
e puoi maledire
La tua bocca
Se sbagliando
mi chiama
quando lui
ti tocca
«Ti ricorda lei questa canzone?»
“Ovvio che mi ricorda lei, cretino.”
«No.»
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«Dobbiamo parlarci più che possiamo. Quando uno di noi morirà, ci saranno cose di cui l’altro non riuscirà mai più a parlare con nessuno.»
Source: tabaccheria
Ti stravolgerò
la chiusura lampo
Ti toccherò
come i garçons
Mia piccola
elettroshock
Mademoiselle boyfriend…
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Avete mai pensato al significato etimologico della parola DESIDERARE? Deriva dal latino, letteralmente significa “avere sete di stelle”…infatti chissà perchè desideri sempre qualcosa che non puoi avere..Forse perchè quello che bramiamo non è una cosa, una situazione, una persona, ma il nostro desiderio è molto più grande…e per fortuna è così…tant’è che per colmarlo dobbiamo uscire dalla nostra dimensione e gurdare le stelle.
Source: senza-voce
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Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
Source: tempibui
G# C#maj F#
Pain throws your heart to the ground
love turns the whole thing a round
G# C#maj F# Dbmaj
no it won’t all go the way it should
F# Dbmaj G# C#
but I know the heart of life is good
She was man; she was woman; she shared the secrets, shared the weaknesses of each.
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